Recensioni

Questa sezione contiene recensioni di libri, articoli specialistici e non, produzioni cinematografiche per il piccolo e grande schermo relativi alla famiglia, alle separazioni, agli affidamenti e a tutte le problematiche inerenti.


Antonio Bertinelli - Sulle Orme del Padre
Laura Calafà - Paternità e lavoro
Tiberio Timperi, Maria Pia Sabatini - Amarsi sempre! Sposarsi?
Mario Campanella - Senza il bacio della buonanotte
Simonetta Matone et al. - Il tribunale non risolve
Mario Andrea Salluzzo - La sindrome di alienazione genitoriale...
Autori vari - Focus monotematico sulla Sindrome di Alienazione Genitoriale
Anna Oliverio Ferraris - Dai figli non si divorzia
Fabio Nestola - ...perchè i giudici non sono bambini...
Dario de Judicibus - Le 10 regole dei Buoni Genitori
Mario Andrea Salluzzo - Psicopatologia nella separazione...
Richard Gardner - L’acquisizione di potere dei bambini...


Antonio Bertinelli - Sulle Orme del Padre

Sulle Orme del Padre

Antonio Bertinelli
Sulle Orme del Padre
attraversando il '68 e gli anni del pensiero egemonico
FeNBi

Il soffio del padre ha garantito nello scorrere dei secoli lo sviluppo armonico di tutti i membri della famiglia, il suo alito ha spinto il figlio ad andare più lontano, lo ha spinto e sostenuto nell'abbandonare lo stato del puer aeternum per aprirsi consapevolmente alla vita e divenire adulto.

Oggi lo spirito del padre è vacillante, le sue orme si stanno perdendo, la genitorialità è sostenuta come binomio madre-figli; il padre è divenuto altro.

Un elemento estraneo? Un nemico da combattere? Un pericolo da isolare? Un ruolo minore da circoscrivere?

Antonio Bertinelli prende il lettore per mano e lo accompagna in un percorso di analisi critica che ricostruisce il panorama storico e politico, prende in esame scenari nazionali ed internazionali, espone le cause del malcostume e della piaggeria, denuncia la lenta ma inesorabile costruzione di un nuovo immaginario collettivo.

Il quadro che ne risulta è allarmante, ed ha il peggiore dei difetti immaginabili per tutti coloro che, privi di qualunque remora, si sono arrogati il compito di addormentare le coscienze.

È reale, è drammaticamente reale.

Per richiedere una copia del libro si prega di contattare direttamente
Antonio Bertinelli al 339.8401363.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Laura Calafà - Paternità e lavoro

Paternità e lavoro

Laura Calafà
Paternità e lavoro
Percorsi, Il Mulino, pp. 296 [978-88-15-12088-5]

Il tema della paternità è oggi molto attuale: gli storici del diritto vanno ricostruendo il graduale processo della morte dell’autorità paterna, mentre sociologi e psicologi si dedicano allo studio della moltiplicazione dei ruoli attribuiti ai padri. In tale contesto si colloca il presente volume, che — partendo da una ricerca condotta per conto della Commissione europea, dal titolo «More than one day daddy» — raccorda la paternità al lavoro, utilizzando gli strumenti di conoscenza del diritto del lavoro per muoversi su un terreno ampiamente interdisciplinare. Le regole cui è tradizionalmente legato il lavoro femminile si sono modificate nel tempo, in vista del raggiungimento di un’eguaglianza formale e sostanziale che ha fatto emergere con forza il tema della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro: in questo contesto, è ancora corretto continuare a considerare la presenza paterna indispensabile, ma «integrativa» rispetto a quella materna? E quali leggi e quali buone pratiche si stanno mettendo in atto, oggi, in Europa, per consolidare la parità tra i due ruoli? Il libro cerca di rispondere a queste domande, indagando su conciliazione condivisa e paternità nel diritto comunitario, adottando una prospettiva comparata (si raffrontano la situazione di Italia, Spagna, Inghilterra e Francia) e con l’apporto del diritto privato, della giurisprudenza costituzionale, della sociologia.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Tiberio Timperi, Maria Pia Sabatini - Amarsi sempre! Sposarsi?

Amarsi sempre! Sposarsi?

Tiberio Timperi, Maria Pia Sabatini
Amarsi sempre! Sposarsi?
Armando Curcio Editore, 2007 - 160 pagine

Cosa può accadere quando la sagacia di un conduttore televisivo e giornalista come Tiberio Timperi si abbina all’esperienza e alla sensibilità di un avvocato esperto in diritto di famiglia quale Maria Pia Sabatini? Finalmente, con «Amarsi sempre! Sposarsi?», viene dato spazio al pubblico per uno dei più scottanti temi del nostro tempo: la separazione.

L’importanza di questo lavoro a quattro mani — che nasce dal programma radiofonico «Lasciamoci così» — non è sfuggita a un editore attento come Armando Curcio.

I due autori hanno vinto la loro scommessa su Radio Rai rispetto a coloro che pensavano alla separazione come un problema di nicchia. La trasmissione, invece, è arrivata al cuore degli Italiani perché “vera, concreta, reale”. Attraverso le storie degli ascoltatori “ha alzato un velo sull’ipocrisia, sulle menzogne”. La trasmissione è stata un successo. La fine del ciclo ha portato una valanga di richieste per replicare la trasmissione nel palinsesto futuro di Radio Rai.

Di capitolo in capitolo, il libro ci fa rivivere la storia della trasmissione dal suo embrionale abbozzo fino all’ultima puntata. I vissuti del padre separato Tiberio Timperi, le sue riflessioni sulla società e i fatti di cronaca, si intrecciano con gli sms degli ascoltatori, con le telefonate in diretta, con le partecipazioni degli ospiti in trasmissione, con le storie vere dei separati raccolte da Maria Pia Sabatini attraverso la sua profonda esperienza umana e professionale di avvocato matrimonialista.

Vediamo come l’amore, nella nostra epoca, si sia trasformato in «un consumismo che ha contagiato e corroso gli affetti» (Timperi). «Abbiamo fatto il callo a figli rapiti, alimenti non versati, violenze psicologiche in famiglia, ai figli, al marito, alla moglie […] in tutto questo brodo di rancori, vendette, strumentalizzazioni, è arrivata quella che doveva essere la rivoluzione copernicana. 1 marzo 2006, legge sull’affidamento condiviso […] Un grimaldello che finalmente sanciva, almeno nello spirito, il diritto alla bigenitorialità per i figli» (Timperi).

«Non tutto dura per sempre come vorremmo, a volte. Ci si lascia, ma si rimane genitori […] I bambini sono inevitabilmente travolti, inermi, da situazioni che vivono come in un incubo […] Lasciamo loro un sogno: la speranza che la famiglia possa continuare ad essere unita, anche nella separazione» (Sabatini).

La sofferenza dei genitori separati che trapela dagli sms, e dalle telefonate, il ruolo e la responsabilità degli avvocati nel gestire i conflitti, la sfida della mediazione familiare, sono tutti spunti che portano gli autori, sia pure attraverso un percorso di amare — ma purtroppo reali — considerazioni, ad auspicare un futuro meno doloroso per le famiglie separate.

Pregevole lo sforzo compiuto dagli autori nel trattare un tema difficile e controverso come quello della separazione; sapendo porsi domande e proponendo risposte; in un’altalena di problemi e soluzioni che nascono sempre da esperienze toccanti, a volte disperate, banali mai.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Mario Campanella - Senza il bacio della buonanotte

Senza il bacio della buonanotte

Mario Campanella
Senza il bacio della buonanotte
Rubbettino Editore, 2006 - 115 pagine - Prefazione di Maria Rita Parsi

Scritto da una penna a volte delicata, ma a volte più decisa, capace di dipingere sia i toni sfumati dei teneri sentimenti come quelli rabbiosi suscitati dalla fine dell’amore per l’ex moglie Elisa che, dopo la separazione, lo tiene lontano dall’adorato figlio Enrico Junio Valerio, il breve romanzo autobiografico di Mario Campanella, giornalista e già capo ufficio stampa della Commissione Parlamentare per l’Infanzia, ci introduce, attraverso il racconto delle sue peripezie, a quelle stesse vicissitudini che molti padri separati hanno conosciuto al prezzo della propria sofferenza. Il libro — oltre ai ricordi di matrimonio e d’infanzia, oltre alle considerazioni personali, che affondano in un ricco patrimonio culturale — racconta gli agognati momenti di ebbrezza dell’autore quando, finalmente, riesce a raggiunge il culmine della felicità godendo della vicinanza del figlio.

Narrazione malinconica e spesso struggente dell’amore paterno soffocato e ostacolato da risentimenti materni e impedimenti di un mondo troppo spesso incapace di comprendere «il senso di sofferenza di un maschio separato». «Sono ormai due mesi — dice Mario — che non vive con me e non l’ho visto il giorno in cui ha iniziato a camminare, né quando ha appreso nuove parole. Non so come siano diventati i suoi piedi…» (p. 21).

Mario ci fa vivere l’attesa lacerante che lo separa dall’incontro col figlio, e durante il viaggio si avvede dell’inutilità della vita senza di lui. Ma alla fine dei viaggi si scontra con l’opposizione della madre che gli impedisce di vedere il bambino. Ed ancora ricorre al Giudice per vedere tutelato il suo diritto ad essere presente nella vita del figlio: «Eliso da ogni ipotetica illusoria e dall’imprinting che un genitore ritiene di trasmettere e che io avrei voluto donargli» (p. 23).

Giustamente la psicologa Maria Rita Parsi, da anni impegnata nella salvaguardia dell’infanzia, presta le sue parole alla prefazione del libro domandandosi se «Può un padre separarsi dal proprio figlio quando questi è in fieri, abdicando al suo ruolo di educatore e di rafforzatore di un’identità in divenire?» (p.7).

Mario si trova ad essere padre, ricoprendo un ruolo che al giorno d’oggi, è sempre più considerato dalla società un optional: da padri padroni, o grandi patriarca, dopo l’emancipazione femminile gli uomini hanno pareggiato il conto con l’altro sesso, per finire, in caso di separazione, sotto il dominio totale del «contropotere femminile»: «Ogni donna sa che, in caso di separazione, i figli toccheranno a lei e le spese al marito che paga, di contro, la sua appartenenza al potere pregresso dell’affermazione maschile» (p. 80).

Martirio della vita affettiva, la separazione dal figlio condanna Mario a non poter più essere «il padre che ritorna a casa e che da casa esce». Perché, dice Mario, «è proprio il ritorno a casa che non ho, perché non ho una casa, non ho una famiglia…» (p. 108).

«Se ci fosse una trilogia virtuale, il padre contemporaneo, separato e senza alcun peso, genitore vivente di figli orfani, si accomunerebbe a San Giuseppe e a Geppetto: i due padri asessuati e putativi, relegati alla figura sublime della rinuncia della carnalità e della genetica…» (p. 22).

Testimonianza viva, più che analisi lucida, il romanzo di Campanella concede forse troppo alla contrapposizione tra i sessi, per spegnersi seccamente nel finale con una non-conclusione, perché la sua vicenda è ancora troppo giovane per trovare la parola fine, e lascia aperta la porta alla speranza che il bambino di Elisa e Mario un giorno possa serenamente ospitare nel suo cuore mamma e papà congiunti per sempre.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Simonetta Matone et al. - Il tribunale non risolve

l tribunale non risolve

Simonetta Matone, Cristina Migliacca, Marina Romano
Il tribunale non risolve.
Verso interventi efficaci sul disagio minorile.

Edizioni Magi, 2006

Il tribunale non risolve. Titolo ampiamente evocativo sul quale siamo tutti d'accordo. Un libro scritto in stile divulgativo da autori competenti come Simonetta Matone, Sostituto Procuratore della Repubblica, e dalla psicologa Marina Romano — entrambe operanti presso il Tribunale per i minorenni di Roma — nonchè dalla psicologa clinica Cristina Migliacca. Tre autrici appassionate del loro lavoro, che si interrogano, che espongono fatti dolorosi quasi con spirito messianico, auspicando che il disagio minorile in futuro possa venire affrontato e trattato in modo diverso, con soluzioni vere, al di fuori delle aule dei tribunali.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Mario Andrea Salluzzo - La sindrome di alienazione genitoriale...

La sindrome di alienazione genitoriale

Mario Andrea Salluzzo
La sindrome di alienazione genitoriale (PAS): psicopatologia e abuso dell'affidamento nelle separazioni. Interventi di confine tra psicologia e giustizia
Link,n.8, gennaio 2006, pp. 6-18

La rivista di psicologia scientifica Link offre con questo articolo uno spazio di primo piano all'argomento della PAS. Le disquisizioni teoriche dell'autore, corredate da ampi riferimenti alla letteratura scientifica, vengono corroborate da alcuni esempi clinici. Inedite, per quanto riguarda la letteratura in lingua italiana, le considerazioni riprese da Richard Gardner - lo psichiatra statunitense che ha studiato ed identificato la sindrome - sulla possibilità di distinguere tra autentico abuso subito dai figli e la PAS. L'autore insiste sulla dimensione di abuso presente nella PAS, oltre che sulla psicopatologia; così come insiste sui fattori extrafamiliari che facilitano l'insorgenza ed il perdurare della sindrome. Egli non esita infatti a definire la PAS una patologia "iurigena", ovvero prodotta o agevolata dal contesto giudiziario. Rimarca il ruolo cruciale dei professionisti, sia di ambito psicologico-psichiatrico che forense, i quali rischiano di colludere con la patologia agevolando il perpetrarsi di abusi emotivi in famiglia. L'intervento terapeutico non può prescindere - come sosteneva Gardner - dall'azione sinergica e combinata di psico-professionisti e giustizia.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Autori vari - Focus monotematico sulla
Sindrome di Alienazione Genitoriale

Focus monotematico sulla Sindrome di Alienazione Genitoriale

La Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS): epigenesi relazionali
a cura di Marisa Malagoli Togliatti e Anna Lubrano Lavadera, pag. 7

La relazione tra la Sindrome di Alienazione Genitoriale e la Sindrome da Falso Ricordo
Richard Gardner, pag. 13

La Sindrome di Alienazione Genitoriale:studi e ricerche
Marisa Malagoli Togliatti e Marta Franci, pag. 39

La Sindrome di Alienazione Genitoriale nelle consulenze tecniche d’ufficio: uno studio pilota
Anna Lubrano Lavadera e Maurizio Marasco, pag. 63

Autori vari
Focus monotematico sulla Sindrome di Alienazione Genitoriale
in «Maltrattamento e abuso all’infanzia», Franco Angeli, vol. 7°, n. 3-2005

È con rinnovata soddisfazione che segnaliamo ai lettori il crescente interesse che la letteratura scientifica in lingua italiana sta dedicando alla Sindrome di Alienazione Genitoriale. Troviamo quì un importante articolo di Gardner, pubblicato postumo nel 2004, sul confronto tra due sindromi che hanno diversi aspetti comuni: la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) e la Sindrome da Falso Ricordo (FMS). Entrambe hanno in comune la messa in atto di una campagna di astio nei confronti di un genitore, nonostante il fatto che la PAS sia essenzialmente un disturbo dell’infanzia e la FMS un disturbo dei giovani adulti. Ed ancora l’illuminante studio teorico e clinico di Malagoli Togliatti e Franci sulla genesi relazionale della PAS e delle dinamiche collusive familiari ed extrafamiliari che ne consentono il perdurare: “… quando un figlio rifiuta di frequentare un genitore si deve prestare attenzione al rischio di colludere letteralmente con le sue richieste […] Non bisogna dimenticare, inoltre, il ruolo del sistema legale nel mantenimento e nella cronicizzazione della PAS; proprio per il concetto di antagonismi su cui è fondato …” (pp. 50-51). Conclude la rassegna la ricerca d’archivio condotta da Lubrano Lavadera e Marasco su 24 relazioni di consulenze tecniche d’ufficio stilate da consulenti del Tribunale Ordinario di Roma nell’ambito di procedimenti di separazione. Da un insieme ampio di 96 relazioni sono state estratte le relazioni relative a casi diagnosticati come PAS secondo i criteri previsti da Gardner per il livello di massima gravità della sindrome. Il loro numero è risultato pari a 12. Tale gruppo sperimentale è stato confrontato con quello di controllo, composto sempre da 12 relazioni che sono state estratte casualmente dallo stesso gruppo, senza che, però, vi fosse stata diagnosticata la PAS.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Anna Oliverio Ferraris - Dai figli non si divorzia

Dai figli non si divorzia

Anna Oliverio Ferraris
Dai figli non si divorzia
Rizzoli, Miliano 2005 - pp. 172, euro 15,00

"Dai figli non si divorzia". L'argomento non ci è nuovo. A chi, come noi, da lunghi anni milita all'interno delle associazioni di genitori separati, sarà toccato chissà quante volte di pensare o ascoltare questa frase nei dibattiti, o come slogan nelle manifestazioni! Quanti documenti rivolti alle istituzioni recanti lo stesso principio; quanti volantini, striscioni o cartelli preparati per le manifestazioni rivendicanti il diritto - troppo spesso inascoltato - di continuare ad essere, a tutti gli effetti, genitori dei nostri figli, anche dopo le separazioni! Per chi non conoscesse Anna Oliverio Ferraris, è bene sottolineare che, essendo da molti anni docente di Psicologia dello Sviluppo presso l'Università «la Sapienza» di Roma, i suoi meriti e le attività di ricerca vanno ben oltre il pregio - peraltro indubbio - di questa sua ultima pubblicazione.

Continua a leggere...

Torna all'inizio Torna all'inizio


Fabio Nestola - ...perchè i giudici non sono bambini...

...perchè i giudici non sono bambini...

Fabio Nestola
...perchè i giudici non sono bambini...
Fe.N.Bi. - Ordinabile via posta elettronica

Approfondimento di Fabio Nestola sulle contraddizioni del Sistema Italiano che amministra separazioni, divorzi e cessazioni di convivenza. Edito dalla Fe.N.Bi.

Torna all'inizio Torna all'inizio


Dario de Judicibus - Le 10 regole dei Buoni Genitori

Le 10 regole dei Buoni Genitori

Dario de Judicibus
Le 10 regole dei Buoni Genitori
Gruppo Editoriale Armenia, Anno 2003 (1a edizione), 2005 (2a edizione)
252 pagine, ISBN 88-344-1505-1, €8,50

Un volumetto che aiuta a riflettere sul proprio ruolo di genitore e a non dare nulla per scontato, che incoraggia i padri e le madri a una maggiore flessibilità e comprensione. A dispetto del titolo, non vuole essere una sorta di manuale del "bravo genitore" quanto piuttosto una raccolta di spunti di riflessione dai quali partire per trovare il giusto modo per essere un genitore attento e pronto a cogliere le esigenze dei propri figli. L'obiettivo di questo libro non è quindi quello di fornire una serie di "regolette" bell'e pronte, da utilizzare nel rapporto quotidiano con i figli, ma di presentare e promuovere un modo diverso di confrontarsi con loro, un vero e proprio "metodo" che spesso richiede di abbandonare alcune delle abitudini e atteggiamenti che si sono consolidati nell'ambito della nostra società nel corso dei secoli.

Continua a leggere...

Torna all'inizio Torna all'inizio


Mario Andrea Salluzzo - Psicopatologia nella separazione...

Attualità in Psicologia

Mario Andrea Salluzzo
Psicopatologia nella separazione divorzio e affidamento
Attualità in Psicologia, Vol. 19, n.3-4, Lug.-Dic. 2004, pp. 221-235.

Siamo lieti di segnalare ai frequentatori del nostro sito l'articolo di Mario Andrea Salluzzo, pubblicato sull'ultimo numero della rivista Attualità in Psicologia. Psicologo operante nel Servizio Sanitario Nazionale da oltre 10 anni, Salluzzo si occupa da alcuni anni delle tematiche legate alla separazione. Altre sue pubblicazioni sono comparse nel 2004 sui notiziari dell'Istituto di studi per la paternità e dell'Associazione Italiana di Psicologia Giuridica. L'autore, dopo aver presentato un quadro generale del problema, si addentra appassionatamente nella sofferenza della separazione, nelle difficoltà del rapporto coi figli, nelle dinamiche psicosociali, nella responsabilità delle classi professionali implicate, nei metodi psicologico-psicoterapeutici, toccando, infine, anche il tema controverso delle riforme legislative.

Continua a leggere...

Torna all'inizio Torna all'inizio


Richard Gardner - L’acquisizione di potere dei bambini...

Nuove Tendenze della Psicologia

Richard Gardner
L’acquisizione di potere dei bambini nello sviluppo della sindrome di alienazione genitoriale
Nuove Tendenze della Psicologia, n° 1 marzo 2005, pp. 75-102.

È con grande soddisfazione che segnaliamo ai lettori la pubblicazione del primo articolo di Richard Gardner in lingua italiana. La Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) è un disturbo che insorge nel bambino nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. La PAS è il risultato della combinazione di una programmazione (lavaggio del cervello) effettuata dal genitore alienante e dal contributo offerto dal bambino per una campagna di denigrazione rivolta contro il genitore alienato. Un fattore centrale del contributo del bambino è l’acquisizione di potere, stimolata più frequentemente dal genitore indottrinante ma, occasionalmente, anche dalla passività del genitore bersaglio. Oltre all’azione di questi fattori intra-familiari, agiscono anche altri fattori extra-familiari, quali, in particolar modo, il sistema legale e i professionisti della salute mentale. Questo articolo vuole focalizzarsi sui modi in cui tutti questi fattori di acquisizione di potere operano nell’eziologia, sviluppo e radicamento della Sindrome di Alienazione Genitoriale. Nello stesso numero della rivista è pubblicato un pregevole articolo di Roberto Giorgi (pp. 53-73) sulle "Possibili insidie della child custody disputes" (titolo). Separazione e divorzio si pongono sempre più frequentemente come eventi destrutturanti per il nucleo familiare, in particolare se le questioni riguardano l’affidamento dei figli, quando presenti, di minore età. Istituzioni e professionisti del settore vengono chiamati a rispondere prontamente ai bisogni e alle esigenze di genitori non più coniugi e dei minori in questa fase articolata e assai delicata per il futuro dello stesso sistema familiare. L'articolo di Giorgi costituisce una introduzione critica all’articolo di Gardner, lo psichiatra infantile e forense che ha coniato il termine «Sindrome di Alienazione Parentale» nel 1985. Vengono esaminate le proposte operative in campo psicogiuridico elaborate da Gardner, ribadendo l’importanza del «miglior interesse del minore» come focus primario dell’attività professionale degli esperti e la necessità di un approccio che tenga conto della complessità e della multidimensionalità degli eventi e delle dinamiche in oggetto.

Torna all'inizio Torna all'inizio