COMUNICATO STAMPA - 02/12/2011
- Convegno dalle 14.30 alla Sala Italia della Fiera di Roma

" Manuale di difesa dei bambini al Salone della Giustizia "

Legislatori e associazioni assieme per una seduta „di ascolto„ che fa il punto sulla tutela dei minori e sulle misure piú efficaci a rafforzarla.
L´organizzatrice, Alessandra Gallone (Pdl) “Urgenti modifiche alle norme in vigore“.

Roma, 2 dicembre 2011

“In questi anni di legislatura ho avuto l´opportunitá di occuparmi di provvedimenti relativi ai minori e al loro nucleo familiare, cosa che mi ha confermato quanto sia urgente intervenire sempre di piú per la salvaguardia dei piú deboli.
Per questo é necessario tenere sempre alta la guardia anche attraverso incontri tra esperti come quello in programma al Salone della Giustizia“.

A dichiararlo é la senatrice Alessandra Gallone (Pdl) promotrice del convegno „La Tutela dei Minori: il ruolo della pediatria, della scuola, della politica, della chiesa„ in programma domani a partire dalle 14.30 nella Sala Italia della Fiera di Roma.

Il convegno garantisce un parterre di grande rilievo, mettendo assieme esperti dell´Unicef come:

- Claudio Leone Presidente Comitato Unicef Roma e pediatri
- Giovanni Corsello é il vicepresidente della Societá italiana di Pediatria
- Corrado Moretti il direttore del dipartimento di Pediatria dell´Universitá La Sapienza
- il Provveditore agli Studi di Milano, Giuseppe Petralia
- il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso
- la senatrice radicale Donatella Poretti

oltre che, naturalmente, la Gallone.

Ma la novitá e l´interesse peculiare di questo incontro - che sará coordinato dalla giornalista del Il Messaggero: Carla Massi - consiste soprattutto nella volontá di ascoltare chi é in prima linea nella vita reale, chi si occupa dei problemi legati alla difesa dei nostri piccoli non in via teorica.

É il caso, per esempio, dell´Associazione dei padri separati (ci sará il giornalista Rai Tiberio Timperi), perché impedire a un papá di vedere il proprio figlio non é una spiacevole ripicca delle mamme vendicative, ma una vera e propria violenza fisica e psicologica nei confronti dei figli.

Cosí saranno presenti e battaglieri come sempre Fabio Nestola, portavoce degli Stati Generali della Giustizia Familiare, e Marino Maglietta, Presidente dell´Associazione Crescere Insieme, Anna Rita Cattá, dell´Associazione Figli per i Figli, che porta avanti la propria esperienza personale di figlia di separati, Luigifranco Zoena, un architetto napoletano che si aecute; votato da qualche anno a prosecutore dell´opera del grande Eduardo De Filippo, nella difesa degli scugnizzi attraverso la sua associazione Euforika Napoli.

Infine, gli esperti del diritto, come Matteo Santini, Presidente Nazionale del Centro Studi e Ricerche del diritto della famiglia e dei minori, l´avvocatessa cassazionista Lucrezia Martino, la pm bergamasca Carmen Pugliese, e Lucilla Anastasio, avvocatessa dell´associazione dei Mediatori familiari.

Si tratterá di ascoltare, dunque. Magari di proporre soluzioni concrete per ridurre il carico di soprusi e violenze che sta sulle teste dei nostri figli“.

Come predica l´organizzatrice del convegno, la Senatrice Alessandra Gallone.

Ufficio stampa Sen Gallone
Cecilia Sgherza
Cell. 3485432944

FENBI SCRIVE AD AIAF LOMBARDIA

Un volantino AIAF Lombardia, datato 10 maggio 2011, esalta l´operato dell´associazione che descrive i propri iscritti come difensori di padri e madri, ma soprattutto paladini dei diritti dell´infanzia, e dichiara in conclusione di impegnarsi per una “piena e sostanziale applicazione del principio di bigenitorialit&&á;“.

ASSOLUTAMENTE PERFETTO, come non concordare?

Sarebbe interessante verificare in quale misura le dichiarazioni d´intenti trovano corrispondenza nell´applicazione pratica.

&&é; disposta l´AIAF a fornire prova documentale di quanto sostiene?

TRE SOLE DOMANDE:

- &&é; in grado di fornire un campione di 1.000 sentenze o decreti per ogni anno di vigenza della norma novellata, in cui almeno una delle parti era assistita da un membro AIAF?
- &&é; in grado di inserire nel campione anche provvedimenti nei quali entrambe le parti erano assistite da membri AIAF?
- &&é; possibile verificare, dati alla mano, cosa un membro AIAF intenda per "piena e sostanziale applicazione del principio di bigenitorialit&&á;"?

Sarebbe utile che il campione fosse rappresentativo per quanto riguarda la suddivisione per area geografica.
Si tratta di un campione numericamente modesto, in pratica 1,7 cause ogni anno per i soli 650 avvocati presenti al convegno di Milano citato nel volantino.
Ovviamente sono da considerare solo le scissioni di coppie, coniugate o conviventi, con prole in et&&á; 0-18; le coppie senza figli o con figli trentenni non rilevano ai fini del principio di bigenitorialit&&á;.

Potrebbero emergere dati interessanti dall´analisi delle formule utilizzate, di tempi e modi di cura della prole, delle misure di mantenimento.

Certi della ferrea volont&&á; da parte dell´AIAF di dimostrare all´Italia intera la bont&&á; del proprio operato, rimaniamo in attesa di cortese risposta.








MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

5 OTTOBRE 2011 - Roma - Piazza Montecitorio ore 14:00

Argomento spinoso, quello delle separazioni
Seppure con radici antiche, nella sua genesi &&é; sempre rimasto di difficile trattazione, sostanzialmente impopolare in quanto non amalgamato al "politically correct".

Tocca interessi troppo complessi, che solo una analisi miope pu&&ó; circoscrivere al business.
&&é; vero: il denaro che ruota attorno alle separazioni conflittuali &&é; tanto; come sono tante le figure che hanno un ruolo nella spartizione della torta, o che sgomitano per averlo.
Ma &&é; riduttivo farne una questione di mero interesse, c'&&é; altro.
Si rende necessaria una riflessione: qualunque iniziativa per la certezza del Diritto, per le pari opportunit&&á; e per la tutela dei diritti dei minori godrebbe di ampi consensi e verrebbe salutata come una battaglia di civilt&&á;.
Qualunque, tranne la riforma delle modalit&&á; di affido dei figli.
Da decenni viene utilizzato con accanimento lo stereotipo del polverone alzato dai padri che vogliono pagare meno o non vogliono pagare affatto.
Negli ultimi mesi la denigrazione si &&é; inasprita, prendendo una deriva diversa: ora viene etichettata come la battaglia dei padri che vogliono destabilizzare la democrazia, l'attacco dei padri a magistratura e servizi sociali, o peggio ancora la guerra dei padri "dediti a pedofilia e femminicidio", testuale.
Poco importa se si &&é; passati dal dai padri tirchi al dipingerli come una categoria di golpisti, pervertiti e criminali, la costante rimane un curioso accanimento contro i padri... per dare al Movimento a sostegno dell'affido condiviso quella caratteristica che il Movimento stesso non ha. Piaccia o meno, non &&é; una battaglia dei padri.
Come mai tanta feroce ostinazione nel gemellare una presunta guerra dei padri alla riforma del Diritto di Famiglia?
Serve ad un disegno superiore? Padri in guerra, quindi uomini aggressivi e donne vittime.

La GNF lo sostiene da sempre: contro chi pu&&ó; essere una guerra maschile se non contro le donne?
Padri in guerra = madri a rischio, l'equazione &&é; pronta.

Vengono taciute le caratteristiche positive quali certezza del Diritto, pari opportunit&&á; per tutti i cittadini e soprattutto diritti dei minori; meglio creare allarme dipingendo la spinta per la riforma come una guerra contro le donne.
Ecco l'appello intrinseco al "politically correct": &&é; un attacco alla donna, quindi negativo, pericoloso, destabilizzante, da stroncare con ogni mezzo.
Non &&é; vero, ma l'importante &&é; sostenerlo sempre, comunque, dovunque, in una escalation di denigrazione.

La mistificazione aggredisce ogni iniziativa, da proposte e disegni di legge alle manifestazioni, dagli emendamenti ai convegni.
Ogni volta che il Movimento promuove un testo si rispolvera "la guerra dei padri", ogni volta che il Movimento scende in piazza &&é; "la guerra dei padri", ogni convegno &&é; organizzato dai "padri pedofili ed assassini in guerra contro la democrazia e contro le donne".

Una guerra dei sessi che esiste solo negli incrollabili preconcetti dei denigratori.
Vi infulcrano di tutto da decenni, &&é; dura cambiare registro.
La realt&&á; &&é; diversa da come la dipinge il fronte contrario all'affido condiviso: non sono le associazioni di padri a chiedere la riforma per un vero e concreto affido condiviso, ma un intero Movimento trasversale fatto di privato sociale, mondo accademico, parlamentari, amministratori locali, rappresentanti sindacali, associazioni di professionisti: padri, madri, sorelle, nonne, nonni, nuove compagne, figli ormai adulti di genitori separati, e poi psicologi, criminologi, sociologi, pedagogisti, antropologi, ricercatori, mediatori, avvocati e magistrati.

Sono parte attiva del Movimento e/o si sono espressi a favore dell'affido condiviso e dei DDL in discussione al Senato diverse associazioni forensi, associazioni multidisciplinari, associazioni di mediatori familiari, Lega Italiana Divorzio Breve, CMS (comitato madri separate), Mamme Separate di Como, Movimento Femminile Parit&&á; Genitoriale, LADDES (libera associazione donne separate e divorziate), Associazioni di nonne e nonni, CIATDM (coordinamento internazionale tutela dei minori), Federcasalinghe.

Tutte strutture - com'&&é; noto - piene zeppe di pericolosissimi padri che tramano per distruggere la democrazia, uccidere le donne e violentare i bambini.

Il 5 ottobre il Movimento scende in piazza, per una manifestazione indetta dal Movimento Femminile Parit&&á; Genitoriale.
L'iniziativa &&é; a sostegno della bigenitorialit&&á;, dei diritti dei minori e dell'affido condiviso.

SE CREDI...

"Se credi che i ruoli della madre e del padre siano complementari, ed entrambi indispensabili ad un equilibrato sviluppo dei figli;
"Se credi che la bigenitorialit&&á; sia un valore, e che tale valore debba sopravvivere alla rottura della coppia;
"Se credi che i figli mantengano inalterati i propri diritti, a prescindere dallo stato civile dei genitori;
"Se credi che l'affido vissuto come possesso esclusivo sia una stortura a beneficio degli adulti ed una lesione dei diritti dei minori;
"Se credi che vendette e rancori personali non debbano essere veicolati attraverso i figli;
"Se credi che il disagio della famiglia separata non sia risolvibile col mero intervento giuridico;
"Se credi che la normativa debba tutelare il diritto dei minori e non i privilegi degli adulti;
"Se credi che il progetto genitoriale non sia un contratto che pu&&ó; essere sciolto da un magistrato;
"Se credi che la nuova legge sull'affido dei figli sia un patrimonio della crescita sociale e culturale della Nazione;
"Se credi che l'accanimento nel rifiutarsi di applicarla sia una grave violazione del Diritto, dell'impegno delle associazioni che hanno chiesto la riforma, della volont&&á; del legislatore che l'ha scritta, del voto del Parlamento che l'ha varata;
Sei un/una convinto/a sostenitore/sostenitrice della tutela dei diritti dei minori, del valore della bigenitorialit&&á; e dell'affido condiviso in caso di separazione, divorzio o cessazione di convivenza.

Per promuovere il principio di indissolubilit&&á; del ruolo genitoriale, per garantire ai figli una linea di continuit&&á; nei diritti dell'infanzia anche dopo la separazione dei genitori, sostieni la riforma dell'affido condiviso ed aderisci alla manifestazione del 5 ottobre a Roma, piazza Montecitorio



- Chi siamo

La Fe.N.Bi. &&é; una federazione che raggruppa in primis varie organizzazioni di volontariato che da anni si occupano di tutte le problematiche inerenti alle separazioni, ai divorzi, alle cessazioni di convivenza, agli affidamenti di minori, alle sottrazioni internazionali di minori, ai figli contesi e all'equiparazione fra figli legittimi e figli naturali. Oltre alle associazioni di volontariato e ai movimenti culturali, alla Fe.N.Bi. sono associati anche singoli individui, separati e non, impegnati in un cambiamento sociale, culturale e normativo incentrato sul principio di bigenitorialit&&á; e sul reale interesse dei minori.

Si tratta quindi di una struttura di secondo livello che nasce dall'esigenza di costituire un punto di riferimento nel quale confluiscano le istanze e le proposte della base, formata principalmente da cittadini separati o separandi e delle varie associazioni; convogliare le istanze provenienti da pi&&ú; fonti, infatti, &&é; una prima condizione per potersi accreditarsi come interlocutore istituzionale forte, concretamente preparato e altrettanto concretamente propositivo.

Alla funzione di referente si aggiunge poi il ruolo di osservatore, basato su un continuo lavoro di ricerca su tutti gli aspetti normativi a livello nazionale e internazionale, psicologici, sociologici e culturali, grazie al contributo di professionisti che operano da anni negli specifici settori.

Da qui ne consegue naturalmente il terzo e ultimo ruolo che &&é; quello di consulente per tutte quelle istituzioni centrali e locali che hanno la necessit&&á; di affrontare questo genere di problemi e cercano un aiuto concreto da parte di chi ha competenza ed esperienza comprovata nel settore.

Il 12 febbraio 2005 la Fe.N.Bi. ha proposto il ″Manifesto per la Bigenitorialit″ a cui hanno aderito, oltre che una nutrita schiera di cittadini, anche numerosi esponenti della cultura italiana, inclusi molti addetti ai lavori come magistrati, avvocati, mediatori, psicologi oltre che giornalisti e professionisti di ogni genere.

L'approfondimento della conoscenza delle normative ha inoltre consentito alle associazioni della Federazione di promuovere varie iniziative in campo legislativo. In particolare le associazioni della Fe.N.Bi. hanno sostenuto l'iter parlamentare che ha portato nella XIV legislatura, sia pure con un risultato nettamente inferiore alle esigenze delle famiglie separate, all'approvazione del testo unificato «Paniz - p.d.l. 66, ed abbinate», divenuto successivamente legge dello Stato: «legge 8 febbraio 2006, n.54 - Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli».

Con tale legge il principio di bigenitorialit&&á; si &&é; affermato ufficialmente nel sistema normativo italiano.


- Cosa facciamo

Assistenza, Orientamento e Consulenza

La Fe.N.Bi. e le associazioni aderenti forniscono da anni assistenza agli associati: coppie in via di separazione, coppie separate o divorziate ma ancora conflittuali.
I principi ispiratori della nuova normativa sono da sempre il filo conduttore del nostro operato e del pool di professionisti che collaborano con le nostre strutture.
Presso le nostre sedi sono attivi gli sportelli d'ascolto, ove si analizzano le problematiche sottoposte e viene delineata una linea di risoluzione anche attraverso consulenze legali, psicologiche e pedagogiche, secondo una prospettiva il pi&&ú; possibile alternativa al giudizio, come ad esempio i percorsi di mediazione familiare.

Il ricorso all'azione giudiziaria deve costituire l'ultima soluzione, da perseguire solo in casi estremi.
Nelle situazioni di maggiore sofferenza si attivano reti di solidariet&&á; e gruppi di autoaiuto per il sostegno psicologico.

Cultura e Ricerca

Attraverso l'esperienza maturata su migliaia di casi raccolti presso i nostri sportelli, i volontari della Federazione creano un tipo di sapere e di cultura nuovo, che &&é; simile a quella dei sindacati o delle associazioni dei consumatori. In alcuni casi il lavoro del nostro Osservatorio colma dei vuoti anche nel campo della ricerca.

Visibilit&&á; Sociale

Seguendo l'esempio delle altre associazioni nel mondo, sono state attivate numerose iniziative tese ad ottenere, sia una visibilit&&á; sociale, che una cultura condivisa.
Viene adoperato ogni mezzo di divulgazione: la stampa, le telecomunicazioni, i convegni, le manifestazioni di piazza.

Attivit&&á; di Promozione Legislativa

La Fe.N.Bi. da anni collabora con gli esponenti parlamentari per promuovere iniziative in campo legislativo, e si fa portavoce di tutti coloro che vogliono introdurre nella cultura del nostro paese l'affermazione del principio giuridico-culturale della bigenitorialit&&á;.


- Perch&&é; con noi

La Fe.N.Bi. offre diverse opportunit&&á; di collaborazione per rispondere a diverse esigenze. Ci si pu&&ó; iscrivere come socio a tutti gli effetti (socio aderente), con diritto di voto, oppure si pu&&ó; aderire come socio collaboratore o semplice simpatizzante.

Perch&&é; iscriversi

Sono soci a tutti gli effetti ma senza diritto di voto i soci onorari; con diritto di voto i soci ordinari, sostenitori e, ovviamente, fondatori.
Iscriversi alla Fe.N.Bi. vuol dire accedere a un patrimonio di conoscenza ed esperienza nel campo delle problematiche relative alle separazioni e a tutto ci&&ó; che ne consegue unico nel suo genere.
Pur mantenendo la propria indipendenza sul piano associativo, aderire alla Fe.N.Bi. permette di creare sinergie molto importanti per agire con pi&&ú; efficacia in quel cambiamento culturale, sociale e normativo che &&é; il fine ultimo della Federazione.

Perch&&é; collaborare all'attivit&&á; di volontariato

Oltre 50.000 casi trattati hanno fornito l'esperienza dalla quale sono nate le proposte di legge, le mozioni parlamentari, i monitoraggi e tutto il materiale speso negli anni a sostegno dell'approvazione della nuova normativa.
Questa casistica &&é; un capitale preziosissimo da alimentare.
Per questo, oltre che per ricevere assistenza, &&é; importante iscriversi alla nostra organizzazione in qualit&&á; di simpatizzante o di collaboratore.

Soci simpatizzanti

I soci simpatizzanti sono coloro che aderiscono ai principi ispiratori della federazione, vogliono essere informati delle nostre iniziative e se lo desiderano, parteciparvi.
L'iscrizione per i soci simpatizzati &&é; gratuita.

Soci collaboratori

I soci collaboratori partecipano, a titolo di puro volontariato, alla progettazione e realizzazione di iniziative della Federazione quali ricerche, relazioni tematiche, monitoraggi, proposte legislative, manifestazioni, eventi e via dicendo.
Professionisti, tecnici ed esperti del campo delle separazioni possono portare un prezioso contributo di idee e conoscenza.
L'iscrizione per i soci collaboratori &&é; gratuita.


-Come iscriversi

&&é; possibile iscriversi presso le sedi autorizzate, oppure inviando un messaggio di posta elettronica all'indirizzo info@fenbi.it

In alternativa, si pu&&ó; inviare una richiesta per posta ordinaria indirizzata a una delle sedi autorizzate, contenente cognome e nome, recapito postale, numero telefonico sia fisso che cellulare, se disponibile, e indirizzo di posta elettronica.
Alla richiesta dovr&&á; essere allegata la dimostrazione (fax o scansione) dell'avvenuto pagamento di euro 35,00 tramite bollettino sul conto corrente postale n. 72790785, intestato a: «Fe.N.Bi. — Federazione Nazionale per la Bigenitorialit&&á;».

Modulo d'iscrizione

Per facilitare l'iscrizione &&é; stato preparato un apposito modulo che potete scaricare da questo sito cliccando sull'immagine:


Visione

Ogni bambino ha diritto a vivere mantenendo un rapporto continuativo e significativo con entrambi i genitori e con i relativi ambiti parentali.

Missione

La Federazione si adopera a promuovere iniziative sul piano politico, giuridico, legislativo, legale, psicologico e pedagogico, nonch&&é; di concretizzare le stesse sul piano culturale, sociale, assistenziale e della comunicazione.